Tempo al Tempo

Minchia!
Il bordello imperversa nella mente dei poveracci.
Ma in quella dei poveracci senza pretese, quelli che non rompono le scatole a nessuno, quelli buoni.
Perché oggi ci sono i poveracci meno buoni.
Ma i meno buoni che hanno fatto?
Probabilmente sono colpevoli di non aver fatto niente.
E il non far niente è un’azione. Si possono commettere crimini non facendo nulla.
Quindi chi dice: - “Io non ho fatto nulla!”- è un illuso.
Povero, si intende. (Il famoso “Povero Illuso”).
Tanta gente si impegna ad essere sincera. Tutti sono convinti di vivere nella pura verità. Si va avanti convinti di sapere tutto. E anche quando a ottant’anni uno impara qualcosa, egli asserisce che è normale averla imparata a ottant’anni, prima era impossibile.
Cazzate.
La maturità non ha limiti temporali. Ha semplicemente un corso che può essere più o meno veloce.
Dipende da noi stessi.
Ogni cosa a suo tempo. Ma quale tempo?
Il tempo è qualcosa che ci perseguita?
È qualcosa di incontrollabile?
Il tempo è nostro. L’abbiamo inventato noi. È uno strumento. A noi fa comodo che ci sia il tempo. Se ad esempio voglio darti un appuntamento, ho bisogno dell’ora da fissare, quindi stabilisco un margine di tempo.
Ma nello stesso “tempo” abbiamo paura di questo tempo. Noi abbiamo paura di tante cose, ma quello che mi fa incazzare di più è il fatto che noi abbiamo paura delle nostre stesse cose, quelle inventate da noi.
Anche la morte è un invenzione dell’uomo.
Secondo me è facile scrivere cazzate.
Siamo in tanti che prendiamo per il culo la gente scrivendo e dicendo cose assurde.
E cosa succede? Che chi scrive, scrive e scrive, chi parla, parla e parla, alla fine si convince. Diventa un convinto. E quel che è peggio, spesso convince gli altri creando dei convinti.
Peccato! Ma che ci possiamo fare?
Questa è la vera epoca delle favole.
L’uomo è ricco.
L’uomo è povero.
Minchia!
Il bordello imperversa nelle menti dei poveracci.
La storia è vecchia come il mondo. E il gusto è sempre lo stesso, anche se cambi il condimento. Sembra una magia.
Ma forse l’unica componente della vita che non ha inventato l’uomo è l’arte.
La religione è l’oppio dei popoli? Allora l’arte è la compagna dei popoli. E dell’uomo.
Le strutture di cui noi siamo stati dotati all’origine sono in aria e non in terra.
Noi ci aggrappiamo e disgrappiamo continuamente ad uno dei tanti fili che pendono su questa valle, a volte contribuendo positivamente, a volte camuffandoci da intenditori in un filo che non ci appartiene. Bisogna scegliere bene e con coscienza. E bisogna che impariamo a volare.
Ma nessuno ha colpe.
La malleabilità del nostro misero intelletto soffre tanto a causa dell’ingenuità di chi ricopre una carica decisionale.

 

Mimmo C. - 1991