Artisti a Palermo

Io personalmente mi disinteresso di politica da sempre, e ho imparato col tempo (e non credo di essere il solo), a prendere le distanze da una città che purtroppo continua a vivere esprimendosi con logiche basate sulla disinformazione e sul disinteresse della gente.
Sembra che a Palermo il futuro non interessi a nessuno, si vive nel presente, si acchiappa ciò che capita, si pensa costantemente “tanto domani è un altro giorno e ci saranno altri e a me che me ne frega”.
Non ce ne frega nulla neanche dei nostri figli, che probabilmente neanche si accorgeranno di niente perché erediteranno lo stesso attuale modo di pensare.
E temo che sarà sempre questa la condizione in cui rimarremo.
In questa città non esistono ideali, non si costruiscono idee.
La passione a Palermo ti uccide e ti rovina. E’ severamente proibito appassionarsi alle cose.
Ritengo che la colpa di tutto questo sfacelo che viviamo sia comunque nostra e soltanto nostra.
Attaccare gli amministratori non serve a nulla, perchè siamo noi, con il nostro carattere e il nostro modo di fare e di essere, che concediamo loro di fare quello che gli passa per la testa.
Noi siamo troppo abituati a criticare noi stessi, e soprattutto abbinare alla “PERSONA” ogni tipo di evento, o causa o ideale che si porta avanti.
Da noi si potrebbe tranquillamente organizzare la stessa manifestazione culturale anche tre o quattro volte nel giro di pochi giorni … ci sarebbe sempre un pubblico diverso, perché se organizza TIZIO partecipano alcuni, se organizza CAIO vanno altri e, insomma, siamo fin troppo bene organizzati in COMITIVE, e ci facciamo sempre influenzare da “CHI” fa le cose e mai dalla COSA in sé.
E mi chiedo.
Da circa trent’anni la nostra città non è dotata di un regolamento per le attività culturali, e adesso, senza quasi far sapere nulla a nessuno, decidono di emanarne uno.
Ed ecco che nasce l’esigenza di unirsi per cercare di modificare le cose.
Ma avevamo mai pensato in questi trent’anni di proporre un regolamento per le nostre attività?
No.
Perché siamo un popolo di guardoni, che rispondiamo al limite soltanto alle azioni, e non proponiamo mai.
Intanto le nostre non alleanze fanno il gioco di chi ci amministra.
E’ normale.
Il vero potere si basa sui contrasti degli oppositori.
E i veri competenti e veri oppositori, che siamo noi, perdiamo, a causa della nostra incapacità di rispettare noi stessi.
CUOGGHIU IU E CUOGGHI PURU TU, MA SE NON CUOGGHIU IU NON CUOGGHI MANCU TU.
Comunque vadano le cose, secondo me potremmo e dovremmo in ogni caso costituire un “Comitato Culturale della Città di Palermo”.
Acquisiremmo senz’altro un valore enorme se proviamo anche a fingerci alleati una volta tanto.
Per me è importante che si cambi atteggiamento, che nasca il rispetto reciproco, che si lavori tutti insieme per una “progettualità comune” e che possano essere emanate delle leggi concrete di supporto alla creatività e alla crescita artistica, nella sua diversità.
E dobbiamo rivolgerci con amore e con passione ai bambini.
Il Sindaco e i Consiglieri comunali della Palermo del 2040 in questo momento stanno frequentando le scuole elementari.
Cerchiamoli, ed educhiamoli alla cultura. Diventeranno nostri fans, e fans dei nostri futuri artisti.
Trent’anni sembrano un’eternità, molti penseranno “miiii fra trent’anni” …
E mi chiedo ancora: ma come mai “fra trent’anni” sembra un margine di tempo infinito e “trent’anni fa” sembra invece ieri?
Io ho iniziato il mio percorso musicale trent’anni fa (e forse qualcosina in più) e mi sembra ieri.
E il 2040 mi sembra domani, tipo giovedì o venerdì.
Il vero presente dura secoli.
Mimmo C. - 2009